Tra le milioni di speci animali che popolano il nostro pianeta, una soltanto è caratterizzata  da un’innata curiosità, completamente dissociata dai bisogni istintivi e primordiali della sopravvivenza: l’essere umano. Ed è proprio questa forte sete di conoscenza che ha permesso all’uomo di progredire ed evolversi, fino ai giorni nostri. Da questa curiosità, necessariamente dipendono filosofia, scienza e tecnologia, oggi tra loro connesse come non mai.

La storia dell’uomo ha così conosciuto diversi molteplici momenti, salendo ogni volta uno degli infiniti gradini della scala evolutiva. Si può parlare di scienza e di tecnica già con la rivoluzione agricola, avvenuta decine di migliaia di anni fa. Seguono le varie civiltà egizia, greca, romana ecc…, dove l’uomo, con la sola forza della ragione, ha saputo inventare (in particolare in ambito architettonico), materiali, strumenti e costruzioni che hanno notevolmente semplificato la vita quotidiana. Nel Medioevo si ha avuto un momento stagnante per quanto riguarda lo sviluppo, ma con la Prima Rivoluzione Industriale (e ancor di più con la seconda), la tecnologia e lo studio scientifico non si sono più fermati, anzi, sono avanzati sempre più velocemente, senza alcun limite. La più grande rivoluzione è stata senza dubbio quella verificatasi nel XX secolo e nella quale siamo ancora immersi. La Rivoluzione Informatica. L’avvento dell’elettronica e del computer hanno causato uno stravolgimento della società, della cultura, della religione e della filosofia senza precedenti. In particolare, la creazione di Internet è sata la principale causa della globalizzazione e del cosmopolitismo.

Fino ad adesso, però, è stata analizzata solamente una faccia di questa medaglia chiamata tecnologia che, come ogni invenione dell’uomo, ha portato sicuramente benessere, ma, allo stesso tempo, ha trascinato con sè una serie di effetti collaterali non trascurabili. Primo fra tutti l’inquinamento ambientale e lo sfruttamento intensivo del nostro pianeta, che ha ripercussioni importanti sulla nostra stessa sopravvivenza. L’energia nucleare è stata usata inizialmente non a scopi costruttivi, per produrre energia, bensì per fini distruttivi quali la realizzazione della bomba atomica. Petrolio, treni, automobili o aerei sono stati pensati e usati per facilipare lo spostamento degli eserciti o velocizzare i rifornimanti durante le guerre. Internet, la conquista della Luna, la crittografia sono nati come conseguenza della fortissima concorrenza fra Stati Uniti e Unione Sovietica. In ambito sociale, nelle scuole la tecnologia apre agli studenti una grande possibilità: finalmente nessuno proibisce più di andare in Internet o di prendere appunti in quaderni digitali. Dall’altro lato, però, i docenti, spesso estranei a tali tecnologie, non sanno come comportarsi o come interagire con questa “scuola 2.0”, distruggendo in parte le aspettative e le speranze dei giovani studenti. Nei grandi centri di ricerca, le nano-tecnologia riusciranno a fondere l’uomo con la macchina in una sorta di “evoluzione artificiale”. Ma senza allontanarsi troppo dal concreto, anche nella vita quotidiana la rovotica (che non va identificata con la sua massima espressione dei robot umanoidi e dell’intelligenza artificiale) sta sostituendo migliaia di operai in lavori pesanti e pericolosi. In Giappone e Francia, ad esempio, si moltiplicano treni guidati da un computer, nei supermercati la robotica sta sostituendo i dipendenti, nelle banche il bancario è ormai stato sosituito da bancomat e piattaforme online. È chiaro, quindi, che da una parte i robot ci semplificano la vita, ma è vero anche che allo stesso tempo contribuiscono ad aumentare il numero di disoccupati e aggravare il periodo di crisi che stiamo vivendo. In ambito culturale, invece, la scienza sta demolando i principali valori morali, scaraventando l’uomo nell’oblio del nichilismo.

In conclusione, la fame di conoscenza che caratterizza e distingue la bestia dall’uomo ha permesso a quest’ultimo un’evoluzione senza eguali e un quasi completo dominio sulla natura e sul mondo attraverso la tecnologia. Contemporaneamente, però, questa tecnologia pervasiva sta incatendando l’uomo, richiudendolo in una morsa da cui ormai è impossibile uscire. L’unica soluzione ammessa è continuare per questa strada, accettando il futuro ma, attraverso l’istruzione, la cultura e la divulgazione, essere coscienti delle conseguenze delle nostre azioni, evitando la totale alienazione verso un prodotto, frutto della nostra mente.

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