Fin dall’antichità la tecnologia, nelle più svariate forme, ha accompagnato l’uomo nelle sue imprese, nei suoi progetti, nelle sue idee, permettendo un rapido sviluppo che ha coinvolto ogni ambito: evolutivo, sociale, culturale, ideologico, mutando radicalmente la specie umana. È infatti errato pensare che il termina “tecnologia” si riferisca solamente ai progressi elettronico-scientifici degli ultimi decenni. La tecnica racchiude in sé ogni principio, idea, macchina, che l’uomo ha da sempre costruito per semplificare dei lavoro necessario che sarebbero stati, per lui, impossibili da realizzare.

Negli ultimi anni, in particolare, lo sviluppo tecnologico sta subendo una sempre più forte crescita, ponendosi ogni giorno sempre più al centro della vita quotidiana e di una società ormai completamente globalizzata. Grazie alla tecnologia oggi possiamo tranquillamente scambiare informazioni con persone dall’altra parte del mondo in brevissimo tempo, condividere particolari momenti della giornata con i propri “amici”, cercare qualsiasi cosa ci interessi, effettuare pagamenti e molto altro ancora. Nelle scuole le classi sono invase da LIM, proiettori, pc, registri elettronici che, sicuramente, rendono molto più semplice gestire voti, assenze, lezioni o compiti ma, allo stesso tempo, pongono degli ostacoli a molti professori, non abituati a queste  nuove tecnologie, e rendono sempre più lontano e virtuale il rapporto tra insegnanti, studenti e genitori.

Questi sono solo dei piccoli e ristretti esempi di ciò che la tecnologia è e sarà in grado di fare. Nei grandi centri di ricerca, infatti, si parla già di intelligenza artificiale, reti neurali (ovvero che emulano il cervello umano), robot sempre più avanzati, “nanomacchine” e “mind-uploading”. Tecnologie talmente avanzate che possono sostituire l’uomo nei più svariati lavori, robot così piccoli in grado di curare gravi malattie attraverso operazioni per nulla invasive. Già da qualche anno i robot (non come gli umanoidi che ci immaginiamo) hanno un ruolo attivo nella nostra vita. Il bancomat è un bancario trasformato in macchina, in molti supermercati il cassiere non c’è più, sostituito da sensori, lettori di codici a barre, sistemi di pagamento automatizzati. Si inizia da qualche anno a parlare di auto a guida autonoma, robot in grado di imparare, proprio come dei bambini nei primi anni di vita, ma anche di automi che aiutano i soldati nelle guerre, droni ed esoscheltri.

Se da un lato la tecnologia ci sta disegnando un futuro dove gli sforzi e il lavoro sono ridotti al minimo, le malattie e le guerre sono combattute dalle macchine e gli uomini sono sempre più interconnessi, dall0altro si può scorgere un’inquietitudine dovuta non dalla tecnologia in sè, bensì dall’uso e dall’abuso che l’essere umano può farne. Fin da ora gli uomini sono costantemente osservati e spiati; in futuro, grazie a queste tecnologie, potranno essere addirittura controllati. Non solo. Internet, la globalizzazione, dispositivi elettronici sempre più sofisticati, nati per unire i popoli, stanno avendo come risultato l’esatto contrario; soprattutto i giovani stanno perdendo la capacitò di relazionarsi con gli altri, trovarsi e parlare fisicamente, non davanti a uno schermo, dove si possono imporre della maschere, non si trasmettono emozioni o magari nemmeno si conosce l’interlocutore. Sono numerosi anche fenomeni di “cyberbullismo” che, spesso, si concludono con il suicidio della vittima: non importa più chi siamo, ma chi dobbiamo essere per uomini che, magari, non esistono.

Tecnlogia e denaro stanno pian piano diventando gli dèi del nuovo millennio, a cui l’uomo tende a fa affidamento. Dèi che, però, stanno distruggendo i valori principali dell’esistenza e della convivenza reciproca, verso un mondo di uomini liberi solo apparentemente, ma sottomessi e schiavi delle maccine che loro stessi hanno realizzato.

Siamo artefici del nostro destino. Sta a noi scegliere se diventare schiavi di noi stessi o vivere il nostro futuro da esseri liberi.

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